Il ritmo lento dei movimenti, in cerchio, delle figure immobili, che siano bambole, cavalli o danzatrici, cadenza il rintocco di note che stride, da un martelletto all’altro.
Il gioco ipnotico del girotondo incanta, come il flauto col serpente che danza.
Una sinestesia di emozioni che confonde e illude.
Di tanto in tanto, per smorsare il silenzio, ci rendiamo complici o addirittura colpevoli di quella musica e torniamo nuovamente a dare la carica affinché il Carillon riprenda a girare.
Sonia Lunardi






